In risposta ad una domanda di un giornalista, riguardo la necessità di adottare un disciplinare per garantire la qualità dei vini naturali, una sorta di certificazione di qualità che possa garantire sia i produttori che ne faranno parte sia il consumatore, Josko Gravner rispose così:
Gentile Signore,
non è il primo e visto come stanno andando le cose, credo che non sarà neppure l’ultimo che mi chiede quanto da lei scritto, spero di essere chiaro e di non essere frainteso. Credo che il problema che ha scaturito tutta questa confusione nel mondo del Vino, sia lo stesso che ha stravolto tanti altri mondi… il problema sono i soldi! Guardi il calcio come è stato ridotto, e così anche il mondo del Vino non è stato risparmiato, infatti da quando sono entrati gli interessi degli industriali cioè la nuova generazione dei contadini, delle banche, delle assicurazioni… la semplice passione per la Terra ha dovuto lasciare spazio alla complicata passione per il business!
Ed è così che un mondo semplice come quello del Vino è dovuto diventare complesso, io vengo da una famiglia di contadini per noi il Vino è sempre stato Vino, buono o cattivo, l’enologia moderna ha soppiantato una enologia di migliaia di anni… e oggi il vino non è più solo Vino, ma ci dicono che può essere : Vino biologico, Vino naturale, Vino non filtrato, Vino filtrato, Vino vero, Vino biodinamico, Vino senza solforosa, eccetera.
Lei mi chiede cosa ne penso dei Vini naturali, se sia giusta o meno una certificazione…
Non so quale sia la risposta, perché io faccio il Vino, il mio Vino, e non quello dettato da un disciplinare o da una tendenza! E per fare il mio Vino cerco di rispettare al massimo la mia Terra, rispettando tutto l’ecosistema.
In tutti questi anni ho visto l’inutilità dei disciplinari, delle certificazioni, perché alla base di ogni vino prima ancora dell’uva ci dovrebbe essere l’onestà del produttore e questa non la si impara andando a scuola o aderendo ad un disciplinare di produzione… e tanto meno la si può certificare.
Josko
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